Singing in the rain


Dubito che esista qualcuno a cui faccia piacere lavorare sotto la pioggia o ancora peggio sotto la neve. Di sicuro per i fotografi l’acqua è un elemento non favorevole, sopratutto quando si parla di rimanerci sotto, praticamente immobili, per quasi due ore, armati di macchine fotografiche obiettivi, borse varie e computer.
Ecco allora che i produttori di accessori e un po’ di ingegno ci vengono in aiuto per proteggere la nostra amata attrezzatura e permetterci di fare il nostro lavoro in qualsiasi condizione atmosferica.
Mi ricordo, con un sorriso amaro, la partita tra Varese e Novara del 2010 interrotta a fine primo tempo per pioggia. Il campo era praticamente diventato una risaia. Io ero li, fermo sotto il mio riparo ad attendere notizie…
Ma amarcord a parte, vediamo come tutto questo sia possibile grazie ad alcune attrezzature specifiche .

Partiamo dal proteggere l’elemento più delicato: il computer portatile. Si perché, a bordo campo, il computer è indispensabile. Lavorare per un’agenzia di stampa o per un quotidiano significa dover spedire dal campo in tempo reale le foto… ma questo ve lo racconterò in un altro post.
Dicevamo il computer. L’accessorio per eccellenza in questi casi (in realtà io lo uso anche quando non piove per vedere meglio le immagini sul monitor proteggendolo dal sole) è l ‘ iCap (http://www.justgooutside.com/). Non è altro che un cubo aperto su un lato di materiale leggero ed impermeabile che una volta chiuso diventa un disco di circa 15 cm di diametro. Semplice e leggerissimo.

Veniamo poi alle macchine fotografiche. Qui le opzioni sono essenzialmente tre una economica e l’altra decisamente meno. Partiamo da quella più dispendiosa: la Think Tank produce una protezione estremamente efficace in grado di proteggere ottiche fino al 600mm. E’ completa di sistema di aggancio all’oculare, protezione delle mani e di una comodissima finestrella in plastica trasparente per la visione delle immagini sul display. 100 euro (abbondanti) ben spesi sia chiaro… ma che ne dite di 8 euro per un sacchetto a forma di tubo con una cordicina in fondo?? Lo so molto meno professionale… ma alla fine si spera sempre che non piova! o no?

L’ultima soluzione che vi propongo è quella che attualmente uso e assolutamente preferisco. Semplice, ingegnosa e dannatamente economica…. signori e signori l’ombrello!
Il buon vecchio ombrello ovviamente richiede un piccolissimo accorgimento. Già perchè tenerlo in mano e contemporaneamente usare due reflex ed un computer mi risulterebbe al quanto complicato. Come ho risolto? Semplice, con un porta ombrello preso in prestito dal mondo del GOLF. I golfisti infatti lo usano attaccato al loro carrello o alla sacca… costo? … 9,39 euro su amazon.. Lo attacco al mio monopiede, ho le mani libere e offre una protezione maggiore.
Dopo tutto va bene proteggere l’attrezzatura ma anche il fotografo merita rispetto.